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	<title>Serbia Archivi - Damiano Gallinaro</title>
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	<title>Serbia Archivi - Damiano Gallinaro</title>
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		<title>Kustendorf 2024: in bilico tra pace e guerra sul mare che tutto porta con se</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiano Gallinaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 13:41:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Reportage]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come vi avevo già anticipato qualche giorno fa, la 17 edizione del Kustendorf Film and Music Festival vede la presenza da un nutrito drappello di cineasti italiani: <em>Matteo Garrone, Edoardo De Angelis e Giacomo Abbruzzese</em>. In realtà, se si sosta per qualche tempo nel Ristorante Visconti, uno dei centri della socialità del Festival, ci si accorge che gli ospiti italiani sono molti di più. C’è, ad esempio, il produttore <em>Andrea Gambetta</em>, un habitué della kermesse, e naturalmente ci siamo io e Romina. Ma sono in molti i cineasti presenti e futuri ad avere un legame forte con l’Italia, a partire da <em>Vladan Radovic</em>, che dal 1996 si muove tra Sarajevo e Roma, dove ha frequentato il Centro Sperimentale di Cinematografia, e membro della giuria per il <em>Vilko Filac Award</em>, per la miglior fotografia.</p><figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="460" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/garrone2-1024x460.jpg" alt="" class="wp-image-1234" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/garrone2-1024x460.jpg 1024w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/garrone2-300x135.jpg 300w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/garrone2-768x345.jpg 768w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/garrone2-650x292.jpg 650w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/garrone2.jpg 1112w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Matteo Garrone</figcaption></figure><p>La serata inaugurale ha vissuto tre momenti importanti: la consegna del “<em>Tree of Life</em>” a Matteo Garrone, un premio non alla carriera ma ai futuri lavori, l’omaggio allo stesso regista da parte del “Professore”, con un montaggio delle scene più iconiche dei film del regista italiano, a partire dal suo primo cortometraggio, e la drammatizzazione di una delle scene più famose del film Underground, messa in scena dalla <em>Akademija Utmenosti</em> di Belgrado, con la presenza speciale di uno degli attori simbolo del cinema jugoslavo e protagonista proprio di <em>Underground</em>, <em>Miki Manojlovic</em>.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="700" height="384" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/Akademija-Utmenosti-e-Miki-Manojlovic2.jpg" alt="" class="wp-image-1238" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/Akademija-Utmenosti-e-Miki-Manojlovic2.jpg 700w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/Akademija-Utmenosti-e-Miki-Manojlovic2-300x165.jpg 300w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/Akademija-Utmenosti-e-Miki-Manojlovic2-650x357.jpg 650w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption class="wp-element-caption">Akademija Utmenosti e Miki Manojlovic</figcaption></figure><p>C’è stato anche un momento musicale davvero molto significativo che ha lasciato i più a bocca aperta. Sul palco, armata dalla sua sola chitarra e occhiali da sole nerissimi, la cantautrice <em>Duda Burzujka</em>, con una canzone energica e ironica al tempo stesso, ci ha fatto riflettere sul mondo delle violenze subite dalle donne anche nel meraviglioso mondo cinematografico. Davvero una performance efficace e un testo molto diretto. Da seguire.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="889" height="500" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/Duda-Burzujka.jpg" alt="" class="wp-image-1232" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/Duda-Burzujka.jpg 889w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/Duda-Burzujka-300x169.jpg 300w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/Duda-Burzujka-768x432.jpg 768w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/Duda-Burzujka-650x366.jpg 650w" sizes="(max-width: 889px) 100vw, 889px" /><figcaption class="wp-element-caption">Performance di Duda Burzujka</figcaption></figure><p>Il film “<em>Io Capitano</em>” ha concluso la prima parte della serata inaugurale.<br>Alla conclusione del film, la masterclass di Matteo Garrone, è stato il momento per catalizzare e condividere con il regista emozioni e curiosità. Il film, per chi ancora non l’ha visto, narra del viaggio avventuroso di <em>Seydou e Moussa</em>, partiti di nascosto dal loro villaggio nel Senegal e diretti come molti verso un futuro “migliore”. Nonostante qualcuno cerchi di fermali, ponendo loro davanti la triste realtà di chi va per deserti e mare alla ricerca di miglior fortuna, in quella che è una vera e propria odissea, finiscono per raggiungere Tripoli, dove Seydou, diventerà, su imposizione dei veri trafficanti di uomini, il capitano (lo scafista) della nave. “Io capitano”, griderà con orgoglio alla guardia costiera italiana più volte, l’orgoglio di aver portato tutti vivi a destinazione.</p><p>Il film incrocia tre storie vere, quella di Fofana, il vero Seydou, e quella di altri che, invece, non ce l’hanno fatta. Un racconto avventuroso il cui taglio non è però piaciuto a molti, anche a chi in Europa avrebbe dovuto finanziarlo. Non si racconta la migrazione come un racconto d’avventura. O si?</p><p>Garrone ha anche specificato che la maggior parte degli attori sono dei veri e propri migranti, tranne i ragazzi che interpretano Seydou e Moussa. Uno stratagemma che il regista ha usato per far vivere in modo realistico il viaggio, è stata la condivisione solo a poche ore dal rodaggio delle scene, del copione, in modo che gli attori non avessero il tempo di “prepararsi ad interpretare una parte”.</p><p>Il film in questi giorni viene distribuito in ben 25 paesi del continente africano, e nella serata di presentazione al Kustendorf è arrivata la notizia della nomination all’Oscar per “Io Capitano”, un riconoscimento ulteriore all’ottimo lavoro del regista.</p><p>Di migrazioni e di guerre abbiamo detto nel titolo si parla in questi primi due giorni del Festival. Ma c’è qualcosa che lega in modo inscindibile il film di Garrone e il film di De Angelis, il mare. Il mare con le sue leggi, il mare che può salvare e far perire, il mare in cui non ci sono punti di riferimento, il mare in cui però puoi trovare imprevedibili salvatori.</p><p>E Salvatore si chiama il “<em>Comandante</em>” di Edoardo De Angelis e Sandro Veronese, film che ci porta nel cuore della seconda guerra mondiale, su un sommergibile in cui, il grande eroe di guerra Todaro, guida un manipolo di militari italiani nella missione di proteggere il proprio paese dagli attacchi delle navi da guerra avversarie. La storia, che segue il canovaccio del libro realizzato a due mani da De Angelis e Veronesi, ci porta direttamente al cuore del problema. Esistono eroi, o “persone per bene” anche dalla parte sbagliata? Eccome se esistono anche se spesso le loro storie si perdono nelle narrazioni dominanti. Il film è stato oggetto in Italia di attacchi sia da parte della destra, e in fin dei conti ce lo si poteva aspettare, sia da una parte della sinistra, che ha visto nel troppo realismo delle divise fasciste indossate dall’equipaggio del sommergibile, un’offesa a chi ha combattuto per la libertà. Ma è davvero così? O forse si tratta di una lettura fin troppo leggera e scontata?</p><figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="461" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/de-angelis-1024x461.jpg" alt="" class="wp-image-1230" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/de-angelis-1024x461.jpg 1024w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/de-angelis-300x135.jpg 300w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/de-angelis-768x346.jpg 768w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/de-angelis-650x293.jpg 650w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/de-angelis.jpg 1111w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Edoardo De Angelis</figcaption></figure><p>Nel corso del workshop il regista ha chiarito alcune cose in merito.</p><p>La storia parla dell’uomo Todaro, dell’uomo di mare per cui vengono prima le leggi dell’Oceano e poi quelle della guerra, perché come dice nel film e nel libro : “Noi le navi le affondiamo, ma gli uomini li salviamo”.</p><p>Todaro e i suoi sodali seppur tra incertezze, paure e rabbia accettano di prendere a bordo del sommergibile i naufraghi del mercantile belga che hanno affondato poco prima. Quello che si vivrà per circa quarantotto ore nella pancia della bestia di ferro, sarà un coacervo di umanità e di grettezza. Un paio di belgi decidono di fare in modo di vendicarsi dei “fascisti” che li hanno accolti e strappano i cavi dell’elettricità. Nel buio e nella rabbia che segue, Todaro da ai due marinai belga seguito da tutti, il castigo che darebbe un padre ad un figlio troppo stupido da comprendere la portata dei suoi gesti.</p><p>“Fascista io…” esclama con rabbia Todaro, “io sono un uomo di mare”.</p><p>Ed il mare e la improvvisa non belligeranza di alcune navi da guerra inglesi farà in modo che il volere di Todaro si compia: si salveranno tutti, i marinai del mercantile Kabalo, e negli anni successivi dopo la prematura morte in guerra del Comandante, in molti andranno a trovare la famiglia di Todaro per rendere omaggio alla sua memoria.</p><p>Perché i buoni ci sono anche dalla parte sbagliata che ci piaccia ammetterlo o no.</p><p>Il mare, la migrazione e la guerra sono stati il background di almeno tre dei sei corti in concorso nella seconda serata del Festival.</p><p>E nel prossimo reportage ci soffermeremo su alcune storie che vengono direttamente dal cuore dei balcani e che anche in questo caso parleranno, sicuramente, al cuore di chi sa ascoltare.</p><p>L'articolo <a href="https://www.damianogallinaro.it/kustendorf-2024-in-bilico-tra-pace-e-guerra-sul-mare-che-tutto-porta-con-se/">Kustendorf 2024: in bilico tra pace e guerra sul mare che tutto porta con se</a> proviene da <a href="https://www.damianogallinaro.it">Damiano Gallinaro</a>.</p>
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		<title>Kustendorf e l’Italia: un legame sempre più forte</title>
		<link>https://www.damianogallinaro.it/kustendorf-e-litalia-un-legame-sempre-piu-forte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Damiano Gallinaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jan 2024 16:39:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Reportage]]></category>
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		<category><![CDATA[Bosnia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come quasi ogni anno, dal 2012 ad oggi, è già tempo, per me, di partire alla volta della Serbia e di attraversarla quasi tutta fino ad arrivare al confine con la Federazione di Bosnia ed Erzegovina.</p><p>In questi luoghi, quasi nascosti dal massiccio del Sargan, dove ancora adesso è possibile viaggiare sulla leggendaria ferrovia e ammirare l’opera ingegneristica dell’<em>Otto di Sargan</em>, nel villaggio di <em>Mokra Gora</em> sulla <em>Collina di Mecavnick</em>, nel resort in legno di <em>Drvengrad</em>, va in scena uno dei Festival più originali a cui abbia mai avuto modo di partecipare, il <strong><a href="http://kustendorf-filmandmusicfestival.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener sponsored nofollow">Kustendorf Film and Music Festival</a></strong> , giunto quest’anno alla diciassettesima edizione.</p><p>Unico il festival, di natura residenziale, unico il suo anfitrione, il noto e apprezzato (in realtà non da tutti) regista <em>Emir Kusturica</em>, qui conosciuto anche come il “<em>Professore</em>”, che ogni anno riesce a portare tra neve e volute di fumo e vapore, personaggi importanti della storia del cinema europeo e mondiale, spesso sfidando anche, con le sue idee e posizione controverse, il discorso mainstream portato avanti dal mondo del cinema e non solo.</p><p>Piacciano o meno le idee del regista, che non ha avuto remore nell’esprimere le sue posizioni pro-Russia nel conflitto che si sta svolgendo in terra ucraina, è innegabile che quello che si realizza in Gennaio tra i monti al confine con la Bosnia è, in fin dei conti, un vero miracolo.</p><p>Film, workshop, incontri informali, buona musica, sono gli ingredienti del festival, che anche quest’anno conferma il suo forte legame con l’Italia, come forte è il legame dello stesso Kusturica con il nostro paese.</p><p>Se negli anni scorsi i protagonisti sono stati, tra gli altri, Sorrentino, Virzi’, Nicchiarelli, Fiore Angelini, e il produttore Andrea Gambetta, quest’anno, se si guarda il programma da poche ore presentato ufficialmente, si nota come la presenza italiana sia notevole, e come i film che verranno presentati rappresentino il meglio di quanto prodotto dalla nostra cinematografia nel 2023.</p><p>E allora entriamo nel vivo del programma.</p><p>Il primo ospite italiano, in ordine di programmazione, non ha bisogno di presentazione.</p><p><em>Matteo Garrone</em> è, ormai da anni, una delle massime referenze del cinema italiano, e al Festival è già stato presentato un suo film, <em>Dogman</em>, qualche anno fa, anche se in quell’occasione a presentare l’opera era stato il sorprendente attore protagonista, Marcello Fonte. Quest’anno <strong><a href="https://www.mymovies.it/film/2023/io-capitano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Io Capitano</a></strong> , verrà proiettato subito dopo la cerimonia d’apertura, e siamo sicuri che sia per le tematiche che per il pregio artistico, sarà molto apprezzato dall’esigente pubblico serbo.</p><p>Non ha bisogno di essere introdotto al pubblico italiano neanche il secondo ospite italiano, <em>Edoardo De Angelis</em>, già presente al Festival con un cortometraggio, <em>Mistero e passione di Gino Pacino</em>, con cui vinse il premio della critica proprio nella prima edizione del Kustendorf. Il film <strong><a href="https://www.mymovies.it/film/2023/comandante/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Comandante</a></strong> , tratto dall’omonimo romanzo scritto a quattro mani con lo scrittore <em>Sandro Veronesi</em>, nel nostro paese ha suscitato polemiche, a volte decisamente senza fondamenta, provenienti sia da destra che da sinistra. Sara’ interessante per noi italiani al festival, vedere quali saranno le domande che verranno rivolte al regista e se ci sarà occasione di tornare a chilometri di distanza dall’Italia, proprio sulle polemiche seguite alla proiezione del film.</p><p>Meno conosciuto, forse, al grande pubblico, ma gia’ noto per alcuni interessanti cortometraggi, è <em>Giacomo Abbruzzese</em>, che al Kustendorf presenta il suo primo lungometraggio, <strong><a href="https://www.mymovies.it/film/2023/disco-boy/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Disco Boy</a></strong> premiato con l’<em>Orso d’Argento</em> per il miglior contributo artistico al Festival di Berlino. Anche la storia raccontata da Abbruzzese interroga la nostra realtà, se “Io Capitano” ci porta dinanzi al dramma dell’emigrazione forzata, e “Comandante” ci porta a riflettere sull’umanità/disumanità di una guerra e cosa significhi essere “nemici”, “Disco Boy” ci narra una storia incredibile che sembra mettere insieme le tematiche affrontate dai film precedenti, come se i tre avessero davvero un fil rouge che li unisce.</p><p>A completare la <em>sezione Contemporary Trends</em>, il film di <em>Vladimir Perisic</em> <strong><a href="https://www.imdb.com/title/tt6430442/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Lost Country</a></strong> e <strong><a href="https://mubi.com/it/it/films/the-last-motorship" target="_blank" rel="noreferrer noopener">The Last Motorship</a></strong> di <em>Ilya Zhetlyakov</em> ambientato in uno sperduto villaggio del Mar di Barents, nella Russia Artica.</p><p>Anche molta Russia, e non sorprende, nel cartellone del festival. Nella sezione <em>New Authors</em>, avremo la fortuna di guardare, quasi in anteprima, il film della giovane regista <em>Sonya Karpunina</em>, <strong><a href="https://www.imdb.com/title/tt14856628/?ref_=nm_knf_c_3" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Desperate for Marriage</a></strong>, mentre sono ben tre i cortometraggi di registi russi nella sezione in concorso, riservata ai registi emergenti. Di questa sezione e dei lavori che verranno presentati parleremo in un apposito reportage nei prossimi giorni.</p><p>A completare il programma della sezione New Authors, tre film davvero peculiari. Partiamo da <strong><a href="https://mubi.com/it/it/films/my-swiss-army" target="_blank" rel="noreferrer noopener">My Swiss Army</a></strong> di <em>Luka Popadic</em>, che analizza la vita quotidiana nell’esercito svizzero da un punto di vista privilegiato, essendo il regista allo stesso tempo anche ufficiale dell’esercito svizzero.</p><p>Altrettanto peculiare il film presentato da <em>Basil Khalil</em>, <strong><a href="https://www.mymovies.it/film/2022/a-gaza-weekend/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">A Gaza Weekend</a></strong>, una commedia irriverente e surreale che racconta di una virus che si diffonde in Israele, causando una pandemia e della fuga di un giornalista britannico e della moglie israeliana verso… ”<em>il posto piu’ sicuro del mondo</em>”, Gaza.<br>Un film che di sicuro farà discutere, e che ha visto il suo processo realizzativo, iniziato nel 2017, sospeso per circa 2 anni a causa proprio… della pandemia da Covid 19. Un film ironicamente profetico?</p><p>Chiude la sessione il film conosciuto in Italia con il titolo di <strong><a href="https://www.mymovies.it/film/2023/kafka-a-teheran/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kafka a Teheran</a></strong> , in inglese <strong>Terrestrial</strong> <strong>Verses</strong>, di <em>Ali Asgari</em>, gia’ ospite del Festival qualche anno fa, realizzato con la collaborazione di <em>Alireza Khatami.</em></p><p>Nella sezione <em>Retrospective of Greatness</em>, infine, trovano spazio i capolavori di tre registi cult: <em>Tengiz Abuladze, Eric von Stroheim</em> ed <em>Elia Kazan</em>, nonche’ il capolavoro di <em>Fellini</em> “<strong>8 e mezzo</strong>”, che siamo certi, sarà seguito da una masterclass del “Professore” essendo il regista italiano una delle massime referenze di Emir Kusturica.</p><p>Da Drvengrad, Mokra Gora, Regione della Serbia Occidentale, è tutto, al prossimo dispaccio dal Regno dell’Utopia e della Celluloide.</p><p></p><p>Download the English Press Release <a href="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/kustendorf-press-release-EN.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">here</a>.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="716" height="500" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/mappa-festival-kustendorf.jpg" alt="mappa festival kustendorf" class="wp-image-1220" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/mappa-festival-kustendorf.jpg 716w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/mappa-festival-kustendorf-300x209.jpg 300w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/mappa-festival-kustendorf-650x454.jpg 650w" sizes="auto, (max-width: 716px) 100vw, 716px" /></figure><p>L'articolo <a href="https://www.damianogallinaro.it/kustendorf-e-litalia-un-legame-sempre-piu-forte/">Kustendorf e l’Italia: un legame sempre più forte</a> proviene da <a href="https://www.damianogallinaro.it">Damiano Gallinaro</a>.</p>
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