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	<title>blog Archivi - Damiano Gallinaro</title>
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		<title>Vrelo Bosne. Viaggio involontario nella memoria.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiano Gallinaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Oct 2021 08:34:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questa sarà ricordata, tra le altre cose, come la giornata dei 35 chilometri a piedi.&#160; Dopo un’abbondante colazione decido di dedicare la mattinata al turismo “normale”, e di visitare Vrelo Bosne, le fonti del fiume Bosna poste all’estrema periferia di Sarajevo a ridosso dell’altra Sarajevo, Istocno Sarajevo che è già Republika Sprska. Vi domanderete cosa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Questa sarà ricordata, tra le altre cose, come la giornata dei 35 chilometri a piedi.&nbsp;</p><p>Dopo un’abbondante colazione decido di dedicare la mattinata al turismo “normale”, e di visitare <strong>Vrelo Bosne</strong>, le fonti del fiume Bosna poste all’estrema periferia di Sarajevo a ridosso dell’altra Sarajevo, Istocno Sarajevo che è già Republika Sprska.</p><p>Vi domanderete cosa intendo per <strong>turismo “normale”</strong>?</p><p>Quello che penso faccia la gran parte di voi, e cioè turismo culturale, ricreativo, naturalistico, e non quello che definisco “intersiziale” che invece mi caratterizza, e cioè la ricerca di ciò che è ai margini della mappa.</p><p>Ma come vedremo a breve, è incredibile come anche se non la cerchi, la memoria di eventi bellici mi trovi, come una sorta di karma.</p><p>Per arrivare a Vrelo Bosne prendo il tram per Ilidza, ci vuole più o meno mezz&#8217;ora e si arriva nel centro della piccola cittadina termale che si trova a ridosso dell&#8217;aeroporto di Butmir e della via in cui oggi è installato il museo del Tunnel, che partiva proprio dalla casa in cui è installato e consentiva alla gente e alle merci passando sotto l&#8217;aeroporto di raggiungere Sarajevo assediata.</p><p>Oggi però non ho in previsione la visita al tunnel, come detto voglio per un giorno vestire i panni del turista e non del viaggiatore, ma mentre sto per voltare nella piazza dove si trovano gli hotel in stile austro ungarico che caratterizzano Ilidza, ecco che la mia attenzione viene catturata dal un cartello che indica una &#8220;<strong>casa della memoria</strong>&#8220;, quella che ricorda l’operato nella zona della 4 Brigata Motorizzata Viteske. </p><p>Il territorio della Bosnia erzegovina è tutto caricato di simboli e memorie ed Ilidza non fa eccezione. Cerco la casa della memoria ma la trovo chiusa, resto un po&#8217; deluso, ma accade spesso in Bosnia di trovare chiusi piccoli musei o memoriali, ma sono alla fine contento di aver conosciuto altre storie e frammenti di quel dramma storico che l’Europa Unita non ha ancora compreso in pieno.</p><div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-1 wp-block-columns-is-layout-flex"><div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow"><figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="500" height="667" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/la-casa-della-memoria-ilidza.jpg" alt="la casa della memoria a ilidza" class="wp-image-955" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/la-casa-della-memoria-ilidza.jpg 500w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/la-casa-della-memoria-ilidza-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /><figcaption>La casa della memoria a Ilidza</figcaption></figure></div>

<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow"><figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="500" height="667" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/memoriale-ai-partigiani-ilidza.jpg" alt="memoriale ai partigiani a ilidza" class="wp-image-956" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/memoriale-ai-partigiani-ilidza.jpg 500w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/memoriale-ai-partigiani-ilidza-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /><figcaption>Memoriale ai partigiani a Ilidza</figcaption></figure></div></div><figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="700" height="577" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/info-la-casa-della-memoria-ilidza.jpg" alt="info sulla casa della memoria a ilidza" class="wp-image-970" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/info-la-casa-della-memoria-ilidza.jpg 700w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/info-la-casa-della-memoria-ilidza-300x247.jpg 300w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/info-la-casa-della-memoria-ilidza-650x536.jpg 650w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>Informazioni sulla casa della memoria a Ilidza</figcaption></figure><p>Prendo il lungo viale alberato, alcuni signori anziani preparano i calessi con cui porteranno i turisti nel parco. </p><p>Anche qui ci sono molti arabi che probabilmente hanno preso in affitto le bellissime e costosissime ville che s&#8217;incontrano sul percorso.</p><figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="226" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/calessi-a-ilidza.jpg" alt="calessi nel parco di ilidza" class="wp-image-960" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/calessi-a-ilidza.jpg 700w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/calessi-a-ilidza-300x97.jpg 300w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/calessi-a-ilidza-650x210.jpg 650w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>Calessi nel parco di Ilidza</figcaption></figure><p>Nel pomeriggio Ado si sorprenderà anche lui della presenza massiccia di arabi e ce lo conferma anche il proprietario del bel Cafè Napoli.ba: davvero c&#8217;è molto turismo proveniente dalla penisola arabica, anche incentivato dai voli diretti, ma per quanto riguarda gli investimenti sbaglia chi pensa che i maggiori provengano dall&#8217;Arabia Saudita o dagli Emirati. In realtà i più grandi investitori sono gli Usa i Turchi e i cinesi che anche qui come nella vicina Serbia stanno costruendo infrastrutture.</p><p>Vrelo Bosne è un luogo magico in cui passare qualche ora di riposo nel verde.</p><p>Prima dell&#8217;ingresso al Parco un altro incontro con la memoria, un memoriale che ricorda i partigiani.</p><p>Dopo aver preso un caffè nel parco mi avvio di nuovo verso <strong>Ilidza</strong>, nel tragitto mi fermo a mangiare una pizza (e già, ho questo rito, almeno una volta nel corso di una vacanza all&#8217;estero devo mangiare una pizza e il profumo che usciva dal locale mi faceva presagire che non fosse male e non sbagliavo) in un locale tutto in legno con all&#8217;ingresso alcune vecchie macchine.</p><figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="553" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/pizzeria-a-ilidza_.jpg" alt="pizzeria a Ilidza" class="wp-image-972" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/pizzeria-a-ilidza_.jpg 700w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/pizzeria-a-ilidza_-300x237.jpg 300w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/pizzeria-a-ilidza_-650x514.jpg 650w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>Pizzeria a Ilidza</figcaption></figure><p>Dopo aver mangiato mi rimetto in moto verso Sarajevo, ancora in tram e poi una lunga passeggiata in centro. mi fermo in alcune librerie, controllo dove sia Napoli.ba dove il giorno successivo dovrò incontrare un&#8217;antropologa francese Aline e poi ritorno sempre a piedi verso l&#8217;albergo.</p><p>Pausa relax e sono di nuovo in movimento, avrei voglia di <strong>cevapi</strong>.</p><p>Mi fermo, così a mangiare a Kolabara Han, un ristorante creato all’interno di un antico caravanserraglio e che mantiene in parte l’atmosfera di tempi antichi e accompagno i cevapi con una buona limonata, visto che è uno dei tanti locali nel centro in cui non si servono alcolici. Dopo cena mi fermo a bere un bicchiere di vino da Giannini in centro e mi godo il via vai della gente. Sarajevo è una città vivissima e piena di colori e diversità.</p><p>E le regole dettate dalla pandemia qui sembrano davvero poco stringenti.</p><p>L'articolo <a href="https://www.damianogallinaro.it/vrelo-bosne-viaggio-involontario-nella-memoria/">Vrelo Bosne. Viaggio involontario nella memoria.</a> proviene da <a href="https://www.damianogallinaro.it">Damiano Gallinaro</a>.</p>
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		<title>Sarajevo Moja Doma</title>
		<link>https://www.damianogallinaro.it/sarajevo-moja-doma/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Damiano Gallinaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Oct 2021 09:02:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo un paio d’ore di sonno a tratti e dopo una ricca colazione decido di mettermi in moto, non riesco a mai a dormire molto, infatti, dopo un lungo viaggio notturno.Passo accanto alla Stazione di Sarajevo che dista poche centinaia di metri dall&#8217;Hotel Grand, un edificio storico, ma la stazione è sempre più vuota al [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.damianogallinaro.it/sarajevo-moja-doma/">Sarajevo Moja Doma</a> proviene da <a href="https://www.damianogallinaro.it">Damiano Gallinaro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-drop-cap">Dopo un paio d’ore di sonno a tratti e dopo una ricca colazione decido di mettermi in moto, non riesco a mai a dormire molto, infatti, dopo un lungo viaggio notturno.<br>Passo accanto alla <strong>Stazione di Sarajevo</strong> che dista poche centinaia di metri dall&#8217;Hotel Grand, un edificio storico, ma la stazione è sempre più vuota al momento solo cinque treni al giorno giungono e partono da Sarajevo con destinazione Zenica e Mostar principalmente. C&#8217;era un treno giornaliero per Bihac, ma al momento è sopresso, perchè era il treno dei disperati che portavano i migranti verso la frontiera con la Croazia, nel drammatico attraversamento della frontiera che in modo sarcastico chiamano loro stessi, <strong>The Game</strong>, il gioco.<br>Un paio di anni fa dalla Stazione di Sarajevo è iniziato il mio viaggio verso la frontiera e il <strong>campo di Vucjak</strong>, e in foto vedete i volti di alcuni uomini che si avviano sulla strada della disperanza.</p><figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="401" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/stazione-sarajevo.jpg" alt="stazione di Sarajevo" class="wp-image-937" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/stazione-sarajevo.jpg 800w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/stazione-sarajevo-300x150.jpg 300w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/stazione-sarajevo-768x385.jpg 768w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/stazione-sarajevo-650x326.jpg 650w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Stazione di Sarajevo</figcaption></figure><p>A piedi percorrendo la <strong>Zmaja od Bosne</strong>, la via dei cecchini, dove si trova il famigerato edificio dell’Holiday Inn e l’edificio del Parlamento ricostruito, nonché il museo storico di Bosnia che porta ancora le tracce dei proiettili come una sorta di memento, mi avvio verso il centro.</p><figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="345" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/zmaja-od-bosne.jpg" alt="Zmaja od Bosne la via dei cecchini" class="wp-image-939" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/zmaja-od-bosne.jpg 800w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/zmaja-od-bosne-300x129.jpg 300w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/zmaja-od-bosne-768x331.jpg 768w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/zmaja-od-bosne-650x280.jpg 650w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Zmaja od Bosne: la via dei cecchini</figcaption></figure><p>E’ tutto chiuso e c’è un silenzio irreale, non sono aperti neanche i chioschi che vendono i giornali o le sigarette, alimento fondamentale dell’anima balcanica.<br>E’ davvero il dì di festa, festa vera come da noi a Natale e il Primo dell’anno.<br>Ovunque si possono leggere messaggi di auguri per il <strong>Bajram</strong>.</p><figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="485" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/festa-del-bajram-sarajevo.jpg" alt="Festa del Bajram a Sarajevo" class="wp-image-942" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/festa-del-bajram-sarajevo.jpg 800w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/festa-del-bajram-sarajevo-300x182.jpg 300w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/festa-del-bajram-sarajevo-768x466.jpg 768w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/festa-del-bajram-sarajevo-650x394.jpg 650w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Festa del Bajram a Sarajevo</figcaption></figure><p>Gradualmente la città sembra svegliarsi, le famiglie sono vestite a festa, le donne portano quasi tutte il velo, alcune anche il burqa. Dai tratti somatici mi sembra di vedere molte famiglie arabe, che in effetti sono una presenza rilevante come mi confermerà il mio amico Ado nei giorni successivi.<br>L’islamizzazione di Sarajevo sembra proseguire a ritmi forzati, ma è davvero così? Di questo e di altro parlerò con la mia amica Amra nel pomeriggio.<br>Faccio una lunga passeggiata nella Carsija </p><figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="375" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/carsija-1.jpg" alt="Passeggiata nella Carsija" class="wp-image-946" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/carsija-1.jpg 750w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/carsija-1-300x150.jpg 300w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/carsija-1-650x325.jpg 650w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption>Passeggiata nella Carsija</figcaption></figure><p>e visito alcuni siti posti dall’altro lato della Milijacka che non avevo visitato in precedenza, come ad esempio la ricostruita moschea adiacente il sito archeologico di Atmejdan.</p><figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="352" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/sito-archeologico-atmejdan.jpg" alt="Sito archeologico di Atmejdan" class="wp-image-949" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/sito-archeologico-atmejdan.jpg 800w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/sito-archeologico-atmejdan-300x132.jpg 300w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/sito-archeologico-atmejdan-768x338.jpg 768w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/sito-archeologico-atmejdan-650x286.jpg 650w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Sito archeologico di Atmejdan</figcaption></figure><p>Molti ristoranti sono chiusi ma sono certo di trovare una buona scelta nel cuore turco della città.<br>Mi fermo a mangiare ad una delle tante trattorie tradizionali, mangio un piatto leggero a base di verdure e bevo una birra.<br>Il centro ora è pieno di gente, tutte vestite a festa.<br>Sarà che è un giorno di festa e che per questa festa sono previste “elemosine” per i poveri, ma sono tantissime le donne di età varia che chiedono l’elemosina nelle strade.<br>Dopo pranzo incontro Amra al Cafè Tito alle spalle del museo storico di Bosnia.<br>Il <strong>Cafè Tito</strong> è un must per noi jugonostalgici, all’interno si possono trovare memorabilia legate al Maresciallo e alla storia della Ex Jugoslavia. I bagni, poi, sono tappezzati dalle pagine di un’altra icona della ex Jugo, inaspettata per chi non conosce la storia del costume jugoslavo, il fumetto Alan Ford e il Gruppo TNT che è divenuto un must negli anni settanta in Jugoslavia tradotto in tutte le lingue della Federazione.</p><figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="750" height="791" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/fumetti-alan-ford.jpg" alt="Fumetti Alan Ford e del gruppo TNT" class="wp-image-950" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/fumetti-alan-ford.jpg 750w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/fumetti-alan-ford-284x300.jpg 284w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/fumetti-alan-ford-650x686.jpg 650w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /><figcaption>Fumetti Alan Ford e del gruppo TNT</figcaption></figure><p>E’ sempre bello rivedere vecchi amici. Con <strong>Amra</strong>, che ha quasi la metà dei miei anni, ci siamo conosciuti al Pravo Lijudski Festival qualche anno fa e ci siamo da subito trovati simpatici. Devo dire che faccio sempre un po’ fatica a fare amicizia, soprattutto in paesi di cui non padroneggio la lingua e la mia timidezza mi blocca molto. Fui sorpreso di essere avvicinato da questa ragazza che mi chiedeva chi fossi e mi invitava a vedere il suo cortometraggio. Che mi avesse preso per un Vip? Scherzi a parte da allora siamo diventati amici e quando possibile ci incontriamo sempre a Sarajevo.<br>Passiamo un’ora insieme chiacchierando del più e del meno delle nostre vite, i progetti, immancabilmente del Covid, di Srebrenica e della memoria dei fatti avvenuti in Bosnia negli anni novanta.<br>La accompagno verso il museo dove la verrà a prendere il suo ragazzo. In serata andranno a casa dei genitori del suo ragazzo per festeggiare il Bajram ed è prevista una grande mangiata.<br>Mentre mi avvio verso l’Hotel Grand per riposare un po’, ripenso a quanto ha detto Amra riguardo a Srebrenica.<br>Nei giorni precedenti si è tenuto il <strong>Warm Festival</strong>, un altro piccolo grande <strong>festival sui diritti umani</strong> a cui avevo partecipato qualche anno fa. Nell’ambito del festival è stato presentato un libro su <strong>Srebrenica</strong>. Amra si dice stanca di come viene ancora proposto il tema, non ha visto, ad esempio Quo Vadis Aida, non riesce a vederlo.<br>Concordo con lei che a distanza di 26 anni si deve fare di più, andare oltre, almeno chi può, chi questo dolore non lo ha sofferto direttamente.<br>Ed evitare il linguaggio dell’odio che spesso e volentieri ancora oggi da una parte e dall’altra permea i discorsi ufficiali e non.<br>E’ tempo di cercare di ricostruire e forse ci riusciranno le nuove generazioni.<br>Amra avverte un evidente stacco tra ciò che dicono e pensano i politici e ciò che pensa la gente nella realtà quotidiana. Forse la gente di Bosnia è stanca di guerra, non i politici che ancora ne cavalcano le onde.<br>Si dovrebbe porre l’attenzione su quello che le differenti comunità stanno facendo per superare gli ostacoli più che continuare a chiedersi se e come è successo qualcosa a Srebrenica. Perché è assodato che a Srebrenica è stato commesso un genocidio e questo non si può e non si deve discutere.<br>Si fa sera, torno in albergo per una call, dopo due ore di discussioni con altri colleghi antropologi la stanchezza della giornata inizia a farsi sentire, cerco un ristorante aperto nelle vicinanze dell’albergo ma è tutto chiuso e allora vado al vicino distributore di benzina compro un pacco di patatine e uno di noccioline e mi preparo un aperitivo faidate approfittando dell’ariosa terrazza dell’Hotel Grand che ha un fornitissimo bar aperto fino alle 22.<br>Non arrivo neanche alle 21 in realtà, praticamente tocco il letto e svengo dal sonno.</p><p>L'articolo <a href="https://www.damianogallinaro.it/sarajevo-moja-doma/">Sarajevo Moja Doma</a> proviene da <a href="https://www.damianogallinaro.it">Damiano Gallinaro</a>.</p>
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		<title>Alla scoperta di Novi Zagreb e del Mammut</title>
		<link>https://www.damianogallinaro.it/alla-scoperta-di-novi-zagreb-e-del-mammut/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Damiano Gallinaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 10:42:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arrivo a Zagabria verso le 10.00, ho preso comunque una stanza in albergo per riposare un po’ durante la giornata, anche se ripartirò in serata per Sarajevo.L’albergo è a poche centinaia di metri dalla stazione dei bus, niente di che ma posto in posizione strategica per i miei piani.Voglio infatti visitare Novi Zagreb, la parte [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-drop-cap">Arrivo a <strong>Zagabria</strong> verso le 10.00, ho preso comunque una stanza in albergo per riposare un po’ durante la giornata, anche se ripartirò in serata per Sarajevo.<br>L’albergo è a poche centinaia di metri dalla stazione dei bus, niente di che ma posto in posizione strategica per i miei piani.<br>Voglio infatti visitare <strong>Novi Zagreb</strong>, la parte nuova, quella socialista, di Zagabria, e un luogo in particolare, il quartiere di Travno dove si trova il Mamutica, il Mammut, un enorme edificio che ricorda quelli delle nostre periferie, per fare un esempio romano, Corviale, ma che ha avuto un destino differente, anche se nel piccolo microcosmo di quel palazzo quartiere, problematiche criminali non sono mancate.<br>Comunque sia dopo una doccia e aver ricaricato i cellulari mi metto in cammino.<br>Prendo uno dei tanti vialoni a più corsie che portano verso la <strong>periferia</strong>. Si attraversano spazi immensi e quartieri tutti simili agli altri nelle periferie ex comuniste, ma bisogna avere l’occhio attento per cogliere le peculiarità che nascondono questi che potremmo considerare &#8220;<strong>quartieri dormitorio</strong>&#8220;.<br>Così ecco che nel cammino alcuni murales degli ultrà della Dinamo Zagreb ci riportano al recente drammatico passato delle guerre degli anni novanta. Molti murales ricordano quanto successo nella zona di <strong>Vukovar</strong>.</p><figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="800" height="274" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/murales_dinamo_zagreb.jpg" alt="" class="wp-image-903" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/murales_dinamo_zagreb.jpg 800w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/murales_dinamo_zagreb-300x103.jpg 300w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/murales_dinamo_zagreb-768x263.jpg 768w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/murales_dinamo_zagreb-650x223.jpg 650w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Murales degli ultrà della Dinamo Zagreb </figcaption></figure><p>Non è questo il luogo per parlare di quanto accaduto nella Krajna e di come quanto accaduto venga ricostruito con la veste del nazionalismo sia da parte croata che serba. In questo momento sono un viaggiatore, un cronista, comunque esterno a quanto accaduto e per entrare nel merito ci sarebbe bisogno di approfondimenti che qui non possono trovare luogo.<br>Il cammino è lungo ma finalmente dopo essermi perso all’incrocio tra due viali arrivo alla prima destinazione del mio viaggio, <strong>Mamutica</strong>.</p><figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="672" height="417" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/statua-duro-mirkovic.jpg" alt="" class="wp-image-909" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/statua-duro-mirkovic.jpg 672w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/statua-duro-mirkovic-300x186.jpg 300w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/statua-duro-mirkovic-650x403.jpg 650w" sizes="auto, (max-width: 672px) 100vw, 672px" /><figcaption>Statua di Đuro Mirković</figcaption></figure><p>Il palazzo è stato costruito nel 1974 su progetto di <strong>Đuro Mirković</strong>. Nei suoi 240 metri di larghezza e 70 di altezza (con 20 piani), conta 1 212 appartamenti in cui abitano circa 5 000 persone. Il condominio è noto per varie ragioni. Nel tempo, è stato lo scenario di svariati episodi di <strong>cronaca nera</strong>, tra cui violenze e stupri negli ascensori, tanto da essere diventato lo scenario dell&#8217;omonima serie criminale di 20 episodi trasmessa dal 2009 sulla HTR.<br>L&#8217;edificio è anche oggetto d&#8217;attenzione degli ingegneri, perché soggetto a uno <strong>sprofondamento nel sottosuolo</strong> di 2-3 millimetri al mese, un fenomeno che richiede continui risanamenti delle fondazioni per un costo di circa 10 milioni di kune (ossia oltre 1 milione di Euro), sostenuto sia dal comune sia dai residenti. D&#8217;altro canto, l&#8217;amministrazione ha tranquillizzato i suoi abitanti sottolineando che il palazzo, costruito dall&#8217;esercito durante il titoismo, sia di &#8220;ottima fattura&#8221; in quanto all&#8217;epoca per i soldati veniva dato il meglio. A parte questi problemi, il palazzo è ben mantenuto ed è dotato di appartamenti confortevoli e assolutamente nella media di altri condomini.</p><div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-2 wp-block-columns-is-layout-flex"><div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow"><figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="491" height="600" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/mammut.jpg" alt="" class="wp-image-917" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/mammut.jpg 491w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/mammut-246x300.jpg 246w" sizes="auto, (max-width: 491px) 100vw, 491px" /><figcaption>Mammut</figcaption></figure></div>

<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow"><figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="447" height="548" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/quartiere-mamutica.jpg" alt="" class="wp-image-921" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/quartiere-mamutica.jpg 447w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/quartiere-mamutica-245x300.jpg 245w" sizes="auto, (max-width: 447px) 100vw, 447px" /><figcaption>Quartiere Mamutica</figcaption></figure></div></div><p>Faccio alcune foto al mastodonte urbanistico, ne percorro il perimetro, prima di entrare nel cuore di quello che è un vero e proprio &#8220;paese&#8221;, la piazza che divide i due corpi dell’edificio e in cui si possono trovare tre bar, una pizzeria, due supermercati e un paio di negozi di vestiti.<br>Corviale doveva avere lo stesso sviluppo, quelli che oggi chiamiamo ponti dovevano ospitare i negozi e i servizi, ma a differenza del Mamutica non è andata così.<br>Neanche Mamutica come accennato, è stata ed è esente da <strong>problematiche sociali</strong> come emerge da una nota serie televisiva croata dal titolo omonimo, che ricorda un po’ la nostra Gomorra. La serie del 2008 girata quasi completamente nel mega condominio segue le gesta di un poliziotto Božidar &#8220;Božo&#8221; Kovačević, nella sua lotta contro la criminalità. Alcune puntate della serie prodotta per due stagioni nel 2008 e nel 2010 per un totale di 40 puntate posso essere rinvenute su youtube, se vi dovesse venire la curiosità di guardarne <a href="https://youtu.be/LehmWqQrmHY" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alcune scene</a>.<br>Mi fermo a prendere un caffè al Cafè Mamut, e seguendo un percorso circolare ritorno verso l’albergo, attraversando il cuore di Novi Zagreb.</p><figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="671" height="361" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/cafe-mamut.jpg" alt="" class="wp-image-915" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/cafe-mamut.jpg 671w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/cafe-mamut-300x161.jpg 300w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/cafe-mamut-650x350.jpg 650w" sizes="auto, (max-width: 671px) 100vw, 671px" /><figcaption>Cafè Mamut</figcaption></figure><p>Cerco invano un ristorante aperto, ma sarà per via della crisi o perché nella zona è davvero difficile trovarli, trovo un ristorante aperto solo a ridosso della stazione dei bus. Si tratta di un ristorante con cucina tradizionale balcanica, ci voleva proprio, mangio una <strong>pljeskavica</strong>, fatta con un misto di carni (due o più fra agnello, manzo, maiale e vitello) grigliate con cipolle. È fatta dallo stesso impasto che si prepara per i ćevapčići. Può essere servita da sola o con dei contorni, oppure, come nel mio caso in una pita, condita con kaymak. E’ il pranzo-cena della giornata, penso di essermelo meritato dopo 25 km a piedi.<br>Rientro in albergo mi faccio un’altra doccia e cerco di non addormentarmi mentre chiudo gli occhi per riposare un po’.<br>Verso le 20.30 con ampio anticipo come faccio sempre, arrivo alla stazione del bus, il tempo di comprare un paio di bottiglie d’acqua e di leggere qualcosa e il bus arriva.<br><strong>Sarajevo</strong>, non speravo di tornarci così presto, questo viaggio è una specie di miracolo.<br>Al confine, oltre al documento d’identità, mi chiedono per la prima volta il green pass.<br>Tutto ok anche se le procedure sono lunghissime, si riparte.<br>Rifletto sul tempo pandemico che stiamo vivendo.<br>Ho attraversato Slovenia e Croazia e diciamo che dall’&#8221;habitus&#8221; delle persone sembrerebbe quasi non sia accaduto nulla. Pochissimi portano la mascherina anche nei luoghi chiusi e nei bus, nonostante sia obbligatoria, e i controlli sono pressoché inesistenti.<br>Non la portano neppure gli autisti dei bus, e anche io dopo molte ore devo ammettere che faccio fatica a tenerla e in alcuni casi la tolgo per qualche minuto. E’ stato un viaggio lungo 12 ore di bus da Roma a Zagabria e ora 8 ore da Zagabria a Sarajevo.<br>Arrivo nella capitale bosniaca verso le 5.15 ben un’ora prima del previsto, meno male che ho avvisato l’hotel che avevo necessità di avere a disposizione la stanza per le prime ore del mattino.<br>Oggi è <strong>Bajram</strong> una delle feste più importanti dell’Islam, sono curioso di vedere come la città vivrà questa giornata di festa.<br>Salgo sulla collina costeggiando la linea ferroviaria e arrivo all’<strong>Hotel Grand</strong>, un vecchio hotel &#8220;Old Communist Style&#8221; ma che non ti delude mai.</p><div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="700" height="443" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/vista-hotel-grand.jpg" alt="" class="wp-image-929" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/vista-hotel-grand.jpg 700w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/vista-hotel-grand-300x190.jpg 300w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/vista-hotel-grand-650x411.jpg 650w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>Vista dall&#8217;Hotel Grand di Sarajevo</figcaption></figure></div><p>Sono stato qui tre volte. La prima volta dimenticai due camicie. Un anno dopo tornai e solo per curiosità chiesi se avessero trovato delle camicie quasi un anno prima in una delle stanze. Pensavo mi ridessero in faccia e invece, una delle receptionist mi porge un pacco, e sorpresa delle soprese, dentro ci sono le mie due camicie. Lavate e stirate.<br>Incredibile!<br>E anche oggi l’estrema cortesia degli addetti dell’Hotel Grand viene confermata. Non faccio in tempo ad arrivare al bancone che il receptionist mi da subito la chiave, augurandomi buon riposo e ricordandomi che la colazione è servita dalle 7 alle 10. La colazione non sarebbe compresa, è in più, visto che sarei dovuto entrare in possesso della camera dopo le 12. Come scoprirò al check out, quella colazione era una sorta di regalo di benvenuto visto che non l’ho pagata.<br>Grazie Hotel Grand, sempre umile ma onesto come direbbe Troisi.</p><p>L'articolo <a href="https://www.damianogallinaro.it/alla-scoperta-di-novi-zagreb-e-del-mammut/">Alla scoperta di Novi Zagreb e del Mammut</a> proviene da <a href="https://www.damianogallinaro.it">Damiano Gallinaro</a>.</p>
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		<title>Da Firenze a Zagabria. Viaggio nei balcani ai tempi del Covid.</title>
		<link>https://www.damianogallinaro.it/da-firenze-a-zagabria-viaggio-nei-balcani-ai-tempi-del-covid/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Damiano Gallinaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2021 12:37:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si ritorna a viaggiare nonostante tutto e con tutte le restrizioni previste, ma finalmente si ritorna ad esplorare luoghi che fanno parte dell’anima.Prima della partenza sento un crescente senso di smarrimento e di ansia, di angoscia che mi opprime il petto. Mai sentito così forte in occasione di un viaggio. E’ vero però che le [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.damianogallinaro.it/da-firenze-a-zagabria-viaggio-nei-balcani-ai-tempi-del-covid/">Da Firenze a Zagabria. Viaggio nei balcani ai tempi del Covid.</a> proviene da <a href="https://www.damianogallinaro.it">Damiano Gallinaro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="has-drop-cap">Si ritorna a viaggiare nonostante tutto e con tutte le restrizioni previste, ma finalmente si ritorna ad esplorare <strong>luoghi</strong> che fanno parte <strong>dell’anima</strong>.<br>Prima della partenza sento un crescente senso di smarrimento e di ansia, di angoscia che mi opprime il petto. Mai sentito così forte in occasione di un viaggio. E’ vero però che le separazioni mi fanno sempre più male, saranno gli anni che passano e che ti fanno sentire sempre più vicino alle persone con cui condividi quotidianamente la vita, o sarà questa pandemia che ha tolto sicurezza anche a noi viaggiatori “seriali”.<br>Ma dura poco, meno male, il tempo di salire sul bus e che quest’ultimo si metta in moto ed ecco che il respiro ritorna, l’anima si arrende, e il viaggio può iniziare con il cuore aperto e con il pensiero a chi ci è sempre vicino. Viene la notte e un sonno a tratti. Il bus non è molto confortevole, c’è poco spazio tra i sedili, non è possibile ricaricare il cellulare né tantomeno c’è il wi-fi. E in periodo storico in cui conserviamo tutto nei nostri cellulari, compresi i famosi o famigerati green pass e i moduli on line da compilare per entrare in alcuni paesi, questo è un grosso handicap.<br>Non mi sono mai fidato dei cellulari, e porto ancora con me, soprattutto in questo tempo pandemico, alcune copie sia del green pass che del formulario compilato per l’ingresso in Croazia, nonché le prenotazioni degli alberghi, che potrebbero richiedermi al confine come dimostrazione della residenza temporanea.</p><p>Il bus effettua la prima fermata: <strong>Firenze</strong>.<br>I rudi e veraci autisti croati non ci fanno scendere neanche per sgranchire le gambe. Poi si perdono sull’autostrada nella ricerca del punto di scambio di Villa Costanza fuori Firenze, borbottano tra loro, alla fine riescono a risultare anche simpatici, sembrano davvero molto uniti, e bisogna esserlo in questo lavoro così usurante. La fermata successiva è Bologna, anche qui un veloce stop and go, la mascherina comincia a dare fastidio, dodici ore di viaggio sono lunghissime, il bus è semi vuoto e fatalmente ogni tanto finiamo per abbassarla. Siamo esseri umani e viaggiare in questo modo è quanto di più inusuale possa esserci.<br>Prima di Trieste ci fermiamo in un autogrill, albeggia, divoro un cornetto e bevo di corsa un caffè, è ora di ripartire.<br>La fermata successiva sarà la bella ed “europea” <strong>Lubiana</strong>.<br>Il confine tra Italia e Slovenia, per anni un confine difficile, appare all’improvviso tra i filari degli alberi che costeggiano la strada.</p><div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/confine-italia-slovenia.jpg" alt="Confine tra Italia e Slovenia " class="wp-image-882" width="800" height="559" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/confine-italia-slovenia.jpg 800w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/confine-italia-slovenia-300x210.jpg 300w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/confine-italia-slovenia-768x537.jpg 768w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/confine-italia-slovenia-650x454.jpg 650w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Confine Italia-Slovenia</figcaption></figure></div><p><em>Quante volte ho attraversato questo confine?</em><br>E’ stato, quello tra Italia e Slovenia, per anni, la mia <strong>prima porta sui Balcani del Sud</strong>. Fernetti, Sezana, poi Nova Gorica e Salcano, Casa Rossa a piedi da Gorizia, e per finire Muggia in piena pandemia, per sperimentare ancora il confine.<br>Confini attraversati in momenti diversi negli ultimi sedici anni.<br>Pratiche di attraversamento del confine che hanno accompagnato le mie ricerche negli ultimi tempi.<br>Il <strong>confine</strong>, la sua percezione, il suo esserci anche quando non è segnato, è sempre parte di noi. Anche il nostro corpo è un confine, siamo noi a decidere chi può attraversarlo, chi può avvicinarsi, sfiorarlo, abbracciarlo, amarlo. Non esiste un corpo senza confini, se non un corpo astrale. <strong>Siamo confine ed esclusione dalla nascita</strong>, il confine è la nostra difesa e la nostra unicità. Le regole sulla permeabilità o meno del nostro confine fisico le decidiamo solo noi come farebbe uno Stato. Siamo confine, non dimentichiamolo, perché mai come in questo tempo pandemico l’abbiamo sperimentato.</p><p>Il bus corre verso Lubiana, la bella ordinata e asburgica Lubiana, la meno balcanica delle capitali della ex Jugoslavia, la più vicina all’Europa.<br>Oggi sarà solo un luogo di transito, ma per anni è stata il luogo da cui sono partito e da dove ho iniziato a costruire la mia rete di relazioni e ricerche. Da lì sono partito per seguire i sentieri e le memorie divise di diverse guerre, la prima, terribile e disumana, la seconda mondiale, la terza che la Slovenia ha soltanto toccato.<br>Il tempo di una foto alla stazione ed è già ora di ripartire, verso un nuovo confine.</p><p>Mentre lasciamo la capitale slovena rifletto su quelle che sono oggi le “pratiche” di vita in tempo pandemico. Osservo la gente nelle strade della città che si sveglia, quasi nessuno porta la mascherina, e la città è piena di cantieri come se abbia bisogno e necessità di rimettersi a nuovo di fronte ai tempi che cambiano.<br><strong>Il confine tra Slovenia e Croazia è vicino</strong>, il tempo di chiudere gli occhi, ed è già quasi vero confine. Alla frontiera tra Italia e Slovenia, infatti, non c’era nessuno a controllare. Ma quello tra Slovenia e Croazia, seppure confine interno alla UE, è il limite dell’area Schengen, e quindi il confine esiste e si percepisce nella sua drammaticità.</p><div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/confine-slovenia-croazia.jpg" alt="Confine tra Slovenia e Croazia
" class="wp-image-889" width="800" height="600" srcset="https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/confine-slovenia-croazia.jpg 800w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/confine-slovenia-croazia-300x225.jpg 300w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/confine-slovenia-croazia-768x576.jpg 768w, https://www.damianogallinaro.it/wp-content/uploads/confine-slovenia-croazia-650x488.jpg 650w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>Confine Slovenia-Croazia</figcaption></figure></div><p>Ci fanno scendere dal bus la prima volta, in fila ordinata distanziati attendiamo il nostro turno. Nessuno controlla i green pass, solo un controllo documenti. Così anche al posto di controllo croato, dove ancora una volta scendiamo e ci mettiamo in fila, qui però mi chiedono qualcosa in più, la destinazione. <strong>Zagabria</strong> gli rispondo, e ho con me la prenotazione dell’Hotel se possa servire.<br>Risaliamo sul bus, ancora una volta il tempo di chiudere gli occhi e siamo già nella periferia di Zagabria che dista poche decine di km dal confine.</p><p>L'articolo <a href="https://www.damianogallinaro.it/da-firenze-a-zagabria-viaggio-nei-balcani-ai-tempi-del-covid/">Da Firenze a Zagabria. Viaggio nei balcani ai tempi del Covid.</a> proviene da <a href="https://www.damianogallinaro.it">Damiano Gallinaro</a>.</p>
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