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	<title>Osservatorio Balcani-Caucaso - Damiano Gallinaro</title>
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	<title>Osservatorio Balcani-Caucaso - Damiano Gallinaro</title>
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		<title>Dževa e Srebrenica: Sorridere è la mia vendetta!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiano Gallinaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jan 2018 19:41:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Osservatorio Balcani-Caucaso]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[Bosnia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla capitale bosniaca per tortuosi cammini sono arrivato fino a Srebrenica che ancora adesso considero il luogo in cui per la prima volta, nella sua incapacità di comprendere cosa stesse succedendo a Srebrenica e intorno alla città, la Comunità internazionale ha dimostrato la sua inettitudine e in molti casi la sua cattiva coscienza. Ho incontrato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.damianogallinaro.it/srebrenica-sorridere-e-la-mia-ventetta/">Dževa e Srebrenica: Sorridere è la mia vendetta!</a> proviene da <a href="https://www.damianogallinaro.it">Damiano Gallinaro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Dalla capitale bosniaca per tortuosi cammini sono arrivato fino a Srebrenica che ancora adesso considero il luogo in cui per la prima volta, nella sua incapacità di comprendere cosa stesse succedendo a Srebrenica e intorno alla città, la Comunità internazionale ha dimostrato la sua inettitudine e in molti casi la sua cattiva coscienza.</p></blockquote><p>Ho incontrato <strong>Dževa</strong> in una fredda giornata di Novembre a Sarajevo. Eravamo amici su Facebook e mi ero interessato al suo legame con <strong>Srebrenica</strong>. Quando ho letto che aveva scritto un <strong>libro sulla sua storia</strong> di vita ho pensato che fosse bello incontrarsi di persona. E così è stato, nel pieno centro di Sarajevo, Dževa mi ha raccontato la sua storia e mi ha regalato il suo bel libro. Da allora il progetto di tradurlo in italiano c&#8217;è sempre e chissà che questo 2021 non sia l&#8217;anno giusto.<br>Dževa è riuscita a trasformare l&#8217;odio in <strong>resilienza</strong> e in un sorriso seppure amaro.<br>Buona lettura!</p><blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Dževa, una ragazza con un sorriso solare, è una delle “bambine di Srebrenica”, una delle sopravvissute ai fatti che hanno colpito la cittadina della Bosnia orientale. Dževa aveva quasi 6 anni&#8230;</p></blockquote><p>Leggi l&#8217;intero articolo <a href="https://www.balcanicaucaso.org/aree/Bosnia-Erzegovina/Srebrenica-sorridere-e-la-mia-vendetta-185108" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.damianogallinaro.it/srebrenica-sorridere-e-la-mia-ventetta/">Dževa e Srebrenica: Sorridere è la mia vendetta!</a> proviene da <a href="https://www.damianogallinaro.it">Damiano Gallinaro</a>.</p>
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		<title>Da Assothalom a Roske: immagini inseguendo il confine</title>
		<link>https://www.damianogallinaro.it/da-assothalom-a-roske-immagini-inseguendo-il-confine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Damiano Gallinaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2015 19:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Osservatorio Balcani-Caucaso]]></category>
		<category><![CDATA[Prima pagina]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Asotthalom, quasi impronunciabile paesino al confine tra Ungheria e Serbia, [&#8230;] Da qualche mese, però, è diventato uno di quei punti del mondo dove le società collidono, dove i confini, seppure invisibili, si palesano per quello che sono, muri invalicabili e chiari, segnati e visibili. Siamo in quello che è ormai il &#8220;lontano 2015&#8221; tanto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.damianogallinaro.it/da-assothalom-a-roske-immagini-inseguendo-il-confine/">Da Assothalom a Roske: immagini inseguendo il confine</a> proviene da <a href="https://www.damianogallinaro.it">Damiano Gallinaro</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Asotthalom, quasi impronunciabile paesino al confine tra Ungheria e Serbia, [&#8230;] </p><p>Da qualche mese, però, è diventato uno di quei punti del mondo dove le società collidono, dove i confini, seppure invisibili, si palesano per quello che sono, muri invalicabili e chiari, segnati e visibili.</p></blockquote><p>Siamo in quello che è ormai il &#8220;lontano 2015&#8221; tanto il tempo si è dilatato in questa pandemia, e l&#8217;<strong>Ungheria</strong> inizia in quella calda estate a costruire un <strong>muro</strong>, il primo dopo il crollo del Muro di Berlino, per contenere il flusso di migranti disperati che cercano una nuova e migliore vita nell&#8217;Unione Europea. E&#8217; uno snodo cruciale nella storia della rotta Balcanica che vira sempre di più da allora verso il cuore della ex Jugoslavia, fino ad arrivare ai drammi odierni. Il mio percorso di ricerca inizia qui, in un paesino di confine tra Ungheria e Serbia, l&#8217;unico in quel momento governato dal partito di ultra destra ungherese, un breve ma intenso reportage in uno dei luoghi in cui ha iniziato a morire l&#8217;Europa. In chiusura trovate anche un breve reportage video girato quasi del tutto di nascosto tra <strong>Asotthalom</strong> e <strong>Roszke</strong>.</p><blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ad Assothalom, come a Lampedusa, come a Gevghelia, come a Kos, a Ceuta e Melilla, muore l’Europa delle presunte libertà, e il suo concetto ipocrita di libera circolazione.</p></blockquote><p>Leggi l&#8217;intero articolo <a href="https://www.balcanicaucaso.org/aree/Serbia/Da-Asotthalohm-a-Roszke-immagini-inseguendo-il-confine-163805" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a>.</p><figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Da Assothalom a Roszke" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/MZ-zrg3_NQ4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
</div></figure><p>L'articolo <a href="https://www.damianogallinaro.it/da-assothalom-a-roske-immagini-inseguendo-il-confine/">Da Assothalom a Roske: immagini inseguendo il confine</a> proviene da <a href="https://www.damianogallinaro.it">Damiano Gallinaro</a>.</p>
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		<title>Un infinito prato di steli bianchi. Ricordando Srebrenica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Damiano Gallinaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2014 20:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Osservatorio Balcani-Caucaso]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[Bosnia]]></category>
		<category><![CDATA[Jugoslavia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arrivare a Srebrenica non è semplice. [&#8230;] Ed è una terra lacerata quella che attraverso, umiliata e offesa, in cui ancora sono chiaramente visibili i segni della guerra e della barbarie. Decine di case sono ancora da ricostruire e riesco a vedere solo quelle sulla strada principale, figurarsi quelle nascoste sulle colline. Nell&#8217;inverno del 2014 [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.damianogallinaro.it/un-infinito-prato-di-steli-bianchi-ricordando-srebrenica/">Un infinito prato di steli bianchi. Ricordando Srebrenica</a> proviene da <a href="https://www.damianogallinaro.it">Damiano Gallinaro</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Arrivare a Srebrenica non è semplice. [&#8230;]</p><p>Ed è una terra lacerata quella che attraverso, umiliata e offesa, in cui ancora sono chiaramente visibili i segni della guerra e della barbarie. Decine di case sono ancora da ricostruire e riesco a vedere solo quelle sulla strada principale, figurarsi quelle nascoste sulle colline.</p></blockquote><p>Nell&#8217;inverno del 2014 finalmente riuscii a visitare <strong>Srebrenica</strong>, la città martire che è stata uno dei motivi per cui ho iniziato a viaggiare nella ex Jugoslavia.<br>Come in un viaggio iniziatico ci ho messo qualche anno per raggiungere la metà. Ero finalmente pronto a visitare il <strong>memoriale</strong> di Potocari e i luoghi in cui ancora adesso si confrontano le drammatiche memorie divise che lacerano il tessuto umano della Bosnia Erzegovina.<br>Questo è il resoconto emozionale di quel viaggio scritto in occasione del 27 gennaio Giornata della Memoria.</p><p>Leggi l&#8217;intero articolo <a href="https://www.balcanicaucaso.org/Reportage/Un-infinito-prato-di-steli-bianchi.-Ricordando-Srebrenica-147284" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a>.</p><p>L'articolo <a href="https://www.damianogallinaro.it/un-infinito-prato-di-steli-bianchi-ricordando-srebrenica/">Un infinito prato di steli bianchi. Ricordando Srebrenica</a> proviene da <a href="https://www.damianogallinaro.it">Damiano Gallinaro</a>.</p>
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